Orto verticale da balcone

Ieri ho avuto la malaugurata idea di aprire il giornale: quel vecchio e ormai desueto insieme di scomodi fogli di cartaccia provenienti dall’abbattimento di alberi. Ho glissato elegantemente sopra le inutili notizie di politica interna (ma anche estera), che ormai ci asfissiano l’aria e mi ritrovo addosso brividi e raccapricci dovuti alla lettura di improvvise malattie da germogli e bistecche e frodi alimentari. Devo riequilibrarmi e decido di chiudere lo stampato: me ne vado in giardino a strappare erbacce…Ormai un mantra serale se voglio mantenere le aiuole minimamente accettabili. L’aria fresca della sera mi rimette di buonumore, ma mondare le malerbe è un gesto faticoso e ripetitivo, la parte che mi piace meno del giardinaggio, però aiuta a pensare…e penso. Penso che in fondo sono fortunato ad avere un pezzetto di terra da coltivare, chi ha una terrazza o un balcone la terra deve procurarsela con fatica: mi ricordo benissimo quante scale e ascensoriTorino anni fa e custodi (centinaia?), ho dovuto affrontare in passato quando facevo il giardiniere nella triste Torino (vent’anni fa Torino era triste ve lo garantisco…Ora lo è molto meno). Una moltitudine di gradini e porte da aprire e richiudere e discussioni interminabili giurando e spergiurando che non avrei sporcato i preziosi marmi o le moquette aspirate di fresco. Tutto e solo per far arrivare a qualche cliente cittadino del terreno, da qualche manciata a intere carriole, là dove altrimenti il terreno non sarebbe mai esistito: le terrazze ed i balconi. Questo solo per farci crescere dei cespugli, qualche rosa, un alberello…ma, udite udite, solo una volta mi è capitato un orto. Si vabbé si parla di venti anni fa, quando le insalate costavano una cicca e le patate quasi ti pagavano se te ne portavi via una cassa. Ora non più: le patate, quelle buone e saporite, son argento e l’insalata, quella fresca e croccante è d’oro. Per non dire di una fragolina che sappia di fragolina o di una foglia di basilico che solo vagamente riporti alla mente una pasta al pesto ligure…Queste son opzioni che valgono un rene.Il batterio dell'escherichia coli E non tanto per i soldi che son sempre buoni, ma per ciò che accompagna la verzura detta fin’ora. Per esempio quell’Escherichia, che tanto bene non fa e da dove venga ancora non si sa; o per esempio quelle frodi fatte di finta passata (dalla Cina?) o simil parmigiano. Ai cittadini senza orto e senza terreno da calpestare, vien in soccorso l’orto verticale, ne esistono infinite mutazioni, tante quanti sono gli architetti, i giardinieri, gli ingegneri e tutti coloro che sull’argomento si sono cimentati. L’orto verticale è funzionale solo quando non ci sta in orizzontale, come dire: “…se non si passa ammucchia!”. L’orto nei vasi o meglio in capienti fioriere è sicuramente più comodo ed efficace, perché risponde alle naturalissime esigenze dell’insalata o dello zucchino di svilupparsi a tutto tondo senza gli impedimenti d’essere addossati ad un muro. Orto verticale da balconeSe però lo spazio manca allora gli ortaggi si dovranno accontentare. Sia lo zucchino che l’insalata che la fragolina, ma anche un fresco basilico e perché non tentare un peperone o l’onnipresente pomodoro, staranno in una posizione originale, strettina e magari un po’ ridicola ma pur sempre meglio che vivere di liquami umani impregnati dell’Escherichia coli, meglio che un substrato alla diossina e meglio dell’iniezione giornaliera di macro e microelementi in una sterile serra olandese dove al posto della terra c’è acqua salata.

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