In vacanza pensando ad un nuovo lavoro: il vivaista

In spiaggia per la tintarella o scarpinando per i monti, nei mesi estivi molti (alcuni?) italiani vanno in vacanza. Qualcuno ne approfitterà per fare il punto della situazione: com’è andata e come potrebbe andare la propria vita e in particolare il proprio lavoro una volta rientrati. La vacanza, volontaria o forzata, (in questo caso la ricerca di un nuovo lavoro diventa di primaria necessità), porta spesso con se il buon consiglio e talvolta l’istinto suggerisce di unire la passione al mestiere. Ascoltarlo..? Non ascoltarlo..?
Noi di Piante & Vivai consigliamo certamente di si, ovvero ascoltare il cuore sempre e comunque, però…però: non prima di aver analizzato i punti a favore e contrari che seguono, soprattutto se il l’istinto interiore dettato dalla passione suggerisce un mestiere così particolare come il vivaista.

I 3 CONTRO
Il vivaista deve avere delle competenze  che vanno dalla botanica all’idraulica, dalla meccanica alla chimica, se pensate che sia facile riprodurre una pianta di lavanda, (magari perché lo avete già fatto nel vostro giardino), allora cimentatevi con 10.000 delle stesse e vi accorgerete che alla prima malattia, un attacco fungino per esempio, l’argomento si farà mooolto più complesso, anzi drammatico…Il mestiere del vivaista non è fatto per chi tarda a prendere le decisioni e nemmeno per chi non ha voglia di studiare e aggiornarsi!

Il vivaista deve avere ottime capacità relazionali verso il  pubblico. Se pensate che con questo mestiere finalmente potrete godere di tranquillità assoluta tra il verde allora vi sbagliate di grosso. Un vivaista incontra numerose persone tutti i giorni e se si tratta di clienti non basta la qualità del prodotto, ma serve pazienza e tanta assertività. Inoltre dovrete comunicare esperienza, fantasia, entusiasmo…Altrimenti niente pagnotta!

Il vivaista è colui che vive a stretto contatto con il suo prodotto: le piante. Le quali vivono a strettissimo contatto con l’ambiente intorno. Quindi pioggia, sole, vento, neve, animali…Scordatevi l’aria condizionata e gli ambienti asettici; imparate la sopportazione agli insetti (zanzare e tafani non mancano quasi mai) ma anche a bestiole come i ragni (di svariate forme e misure…) le lucertole, i topini, i rospi e perfino le sanguisughe, (l’umidità di fossi e impianti d’irrigazione sembrano il loro habitat preferito), sono all’ordine del giorno…Il mio vivaio e spesso frequentato da alcune bisce niente male (innocue ma ben paffute…eh eh). La pioggia in primavera e in autunno possono diventare compagne che garantiscono frescura e abiti zuppi, si possono evitare le giornate più inclementi, ma non le scadenze o i soliti clienti anglosassoni geneticamente immuni all’acqua dal cielo. Il sole è spesso tollerato dai più ma 5-6 ore continuative sotto i suoi raggi di luglio e agosto, perché magari è il momento di cavare erbacce, sono una eperienza che vi farà grondare sudore, sali minerali ed energie…Oltre a qualche kg di crema solare protezione 50. Imparerete a preferire la sera o il mattino presto per certi lavori un po’ esposti, e a quel punto qualche serata con gli amici dovrà saltare…Sigh!

I 3 PRO
Il vivaista è soprattutto una esperienza sensoriale. Il colore dei fiori, la magia di certi Alyssum lenenseriflessi, le foglie variegate e dalle tonalità più strane, sono una continua scoperta per gli occhi. I profumi che certi fiori emanano al mattino o alla sera non hanno eguali. L’uomo ha sempre cercato di imitarli perché ha capito l’importanza di gestire il potere del profumo. Questo è il lavoro ideale per chi sa stupirsi, per chi cerca la bellezza in ogni forma e per chi ama stupire gli altri con le proprie scoperte.

Il vivaista è uno dei lavori più utili all’intera umanità: il suo prodotto sono le piante, e Dio sa quanto il mondo ha bisogno in questo momento di ogni singolo vegetale. L’abbattimento dei gas serra e dell’anidride carbonica in particolare ha un solo grande alleato: la foglia. I vivaisti sono degli  idealisti e sarebbero l’esercito più temibile e potente al mondo se solo se ne comprendesse l’utilità.

Il vivaista è affascinato dai cicli della natura: dalle stagioni e dal movimento del sole. Ama gli spazi aperti, avere il cielo e le nuvole sopra la testa invece di una luce al neon. Il vivaista ama la natura così profondamente, che sa trasformare le zampette di un ragno sulla nuca in  una esperienza tattile piuttosto che in uno schiaffone!

Se la convinzione di aprire un vivaio rimane si dovrà richiedere alla Regione di appartenenza l’autorizzazione a vendere e produrre piante. Quindi si apre la partita I.V.A., ci si iscrive alla Camera di Commercio e all’Albo degli imprenditori agricoli. Il nostro consiglio è di rivolgervi per tutte le pratiche ad un’associazione di categoria, magari facendovi fare un preventivo.