Il mezzogiorno e le farfalle

Sul finire della primavera, tra il cespuglio di ginestra, dalla delicata fioritura rossa e primaverile, di una varietà tedesca che non ricordo, e la bordura dei lupini alti e sempre gonfi di fiori rosa e rossi c’è un grosso arbusto, esageratamente vigoroso, che ogni anno devo potare a più non posso. Anche i fiori che produce sembrano non conoscere limiti: sono come pannocchie rosa-violetto che si aprono da fine giugno a novembre, il suo nome è Buddleja davidii. Più comunemente definita “pianta delle farfalle” è per i bruchi alati una vera manna. Su di lei si posano a centinaia, arrivando anche da molto lontano, perché il suo nettare è dolce e abbondante. Passandovi accanto si avverte immediatamente il suo profumo e talvolta si fatica a capire quante siano le farfalle attirate dal banchetto. Gialle, bianche, rosse, arancioni, crema e violette, sono tutte riunite nel generoso self service. Alcune affondano la lingua nei minuti fiorellini tubolari che compongono la pannocchia e li vi stanno fino a quando sono sazie. Spesso si guardano negli occhi, le une di fronte alle altre e non si capisce bene se avanzano inviti galanti o la precedenza sulla scorpacciata. Ma osservandole ancora si capisce che in definitiva il sesso dovrà attendere la sera quando gli addomi saranno gonfi di zucchero, insomma anche tra gli insetti vige “lo stile” del banchetto che precede l’amore.

Descrizione, note di coltivazione, foto e vivai che vendono le Buddleja a questi link:
Arbusti Buddleja
Siepi Buddleja

Il giardinaggio compensa in maniera assolutamente sproporzionata alle sue mete.
Esso è creazione in senso puro.
Phyllis MCGinley (1905-1978)