Come costruire una pergola in legno

Se il giardino è quasi tutto al sole? Ma perché non ci ho pensato prima…?. Abbiamo piantato, piantato e ancora piantato senza pensare alla calura estiva, che in mancanza di alberi o strutture ombreggianti potrebbe rivelarsi un nemico implacabile e allora addio relax. Eppure preparare l’ombra che possa accogliere noi e i nostri cari quando il sole è aggressivo, dovrebbe essere naturale come rifornire di legna la stufa per l’inverno.

Una bella pergola di legname grezzo, per esempio acacia o castagno, fa il caso nostro.

 

Procuriamoci 6 pali lunghi almeno 3 metri con una sezione di circa 15 cm, altri 8 pali di almeno 3 metri con una sezione di 10-12 cm e un buon numero (8-9) di pali con sezione inferiore di 8-10 cm e lunghi non meno di 3 metri. Ecco il materiale di base per quella che in ogni regione italiana veniva utilizzata per sostenere la vite, il glicine o delle rose. Scaviamo sei buche profonde almeno 50 cm e issiamo i primi grossi pali verticali, quelli che sosterranno tutto, le braccia che rivolte al cielo fermeranno i pericolosi raggi del sole. Qualche grossa pietra o della ghiaia spezzata inserita intorno al palo aiuteranno a bloccarlo meglio, oltre al terreno di scavo e a qualche colpo ben assestato per comprimerlo. Gli 8 pali con sezione da 10-12 cm, collegheranno le colonne. Per bloccarli servono i cosiddetti “tirafondi” ovvero grosse viti da legno di almeno 15 cm di lunghezza. Per questa fase del lavoro serve un po’ di pratica e l’aiuto di un amico che li sorreggerà mentre prima praticheremo i fori con un trapano e poi avviteremo il tutto grazie ad un buon avvitatore elettrico oppure più pazientemente con una chiave manuale apposita. Se ben eseguite le strutture di questo tipo possono durare moltissimi anni e sorreggere qualsiasi pianta rampicante. La dozzina di pali rimanente uniranno le due file di montanti e traverse, anche loro ovviamente ben bloccati alla struttura grazie a tirafondi più piccoli. In questo modo avremo formato una pergola rustica di metri 6 x 3. A voi la possibilità di far lavorare la fantasia per renderla più o meno elegante o ricercata, anche senza acquistare quelle in scatola di montaggio, belle ma anonime, prive di quel tocco magico che solo una costruzione fatta in proprio può dare. Non dimentichiamo il pavimento che sarà di pietra, o vecchi mattoni, ma spendendo una cifra irrisoria si può utilizzare la ghiaia, limitata sul perimetro da una cordolatura dello stesso legname della pergola.

 

Sulla pergola è possibile far salire qualsiasi rampicante veloce e frondoso, per esempio un bel glicine, ma si possono provare rampicanti meno usuali come alcune varietà di caprifoglio, oppure l’Actinidia kolomikta dal bel fogliame variegato di rosa e bianco, clematis, polygonum, bignonia e per chi ha la fortuna di abitare in clima mediterraneo, anche passiflora, bougainvillea, gelsomini, ecc…Non disdegnate nemmeno la regina delle pergole che è sempre lei, la Vitis vinifera, scelta tra le centinaia di possibilità date dalla tradizione italiana: bianca, rossa, da tavola, da vino. Cosa c’è di meglio in una calda sera di fine estate dell’assaporare uno dei doni più antichi della natura: il dolce, sano e fresco chicco d’uva.