Tra boschi e valli in fiore, una passeggiata botanica sulle nostre montagne

Massimo Bruatto, è botanico e giardiniere. La sua profonda conoscenza della flora alpina piemontese si deve a studi specialistici e all’esperienza diretta di coltivazione, maturata grazie alla collaborazione con l’Orto Botanico “Sausurea” di Courmayeur ed alla conduzione del proprio vivaio specializzato. Nel Salone mostre del Giardino Botanico Rea alle ore 16:30, Massimo ci accompagnerà in una passeggiata virtuale tra boschi, valli, pietraie e nevai dell’arco alpino occidentale, Berardia subacaulissvelendo i piccoli e grandi trucchi che primule, sassifraghe, androsace e semprevivi hanno sviluppato per sopravvivere in ambienti difficili. Se provassimo a immaginare l’aspetto delle nostre Alpi prive di erbe, alberi e arbusti, ci renderemmo immediatamente conto dell’importanza della flora come parte integrante del paesaggio montano nonché dell’enorme varietà di specie presenti. Forse non ci verrebbe in mente, almeno nell’immediato, il lungo processo evolutivo frutto della lotta per la sopravvivenza che le piante alpine hanno dovuto e devono affrontare per vivere in un ambiente così aspro. Le specie alpine hanno sviluppato diversi tipi di strategie per resistere in condizioni estreme. A quote elevate, la brevità della stagione vegetativa, il peso del manto nevoso e il suolo povero di sostanza organica,  impediscono lo sviluppo delle specie arboree, favorendo principalmente le erbacee perenni ed i piccoli arbusti. Per meglio difendersi dalla disidratazione causata dal vento e dal sole, queste piante assumonoAllium narcissiflorum spesso un portamento molto compatto, a cuscinetto (pulvino);  le corolle sono grosse e molto colorate per meglio attirare i pochi insetti impollinatori presenti. Moltissime specie alpine adornano le loro foglie di una peluria sericea, che le protegge dal vento, diminuendo la traspirazione e il rischio di disseccamento. La sopravvivenza delle flora alpina dipende direttamente dalla preservazione dell’habitat montano, tanto aspro quanto fragile dal punto di vista ecologico. L’alto grado di adattamento evolutivo che ha garantito la sopravvivenza di queste specie le rende al tempo stesso suscettibili al rischio di cambiamenti climatici ed all’inquinamento. Diffondere  la conoscenza della flora alpina è utile per valorizzarne al meglio la bellezza e favorirne la protezione, affinché queste piante possano continuare  a prosperare indisturbate, nel silenzio di cime e vallate.

A cura della Sezione piemontese dell’A.Di.P.A.
Associazione per la Diffusione di Piante fra Amatori

Domenica 10 luglio 2011 ore 16:30
Salone mostre del Giardino Botanico Rea
via Giaveno 40, 10090 Trana (TO)